
Le Belve (1965-1969)
Hippana 2000 (1970-1971)
Tupamaros (1971-1973)
La 5a simbiosi (1973-1975)
La nuova era (1976-77)
Arte 2001 (1980 c.)
Quando agli inizi degli anni Cinquanta negli Stati Uniti d'America nasceva il Rock and Roll, che ebbe presto originali interpreti in Italia, a Prizzi, comune isolato dell'entroterra della Sicilia, non giunse neanche una lontana eco di quel nuovo genere musicale che faceva impazzire le nuove generazioni del mondo occidentale, quasi priva com'era di radio, TV, giradischi e jukebox.
Prizzi si attardava ancora nella musica popolare tradizionale: valzer, Mazurche, Polche e Tarantelle, canti siciliani e musica napoletana.
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Gruppo musicale con strumenti tradizionali Fonte: Archivio Turistico di Prizzi |
Ma quando un decennio dopo cominciavano a diffondersi quei mezzi di comunicazione musicale e imperava il rock dei Beatles, la nuova musica giovanile arrivò anche a Prizzi.
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Copertina dello spartito di Yesterday il celebre motivo dei Beatles |
A metà degli anni Sessanta, in ogni paese della Sicilia si formavano - sul modello dei Beatles e dei numerosi gruppi rock italiani, dai Ribelli alla Equipe 84, al Banco del Mutuo Soccorso - un complesso, o anche più: fu una moda contagiosa che durò circa un decennio e che lasciò un segno forte in quella generazione ribelle.
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Copertina dello spartito di Obladì, obladà motivo lanciato in Italia da I Ribelli |
LE BELVE
dalla musica popolare al beat
(1965 - 1969)
In questo contesto di euforici cambiamenti musicali anche Prizzi ebbe il suo primo complesso: era il 1965. Nacque tre anni dopo i Pooh e i Nomadi, lo stesso anno dei Dik Dik, l'anno prima dei New Trolls e delle Orme
In quegli anni non furono pochi i gruppi che si denominavano con nomi di animali: corvi, gufi, camaleonti, squali, giaguari... A Prizzi il complesso si denominò più genericamente Le Belve. E un serpente fu disegnato sulla grancassa della batteria per simboleggiare un aggressivo nome.
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"Le Belve" con in primo piano lo storico "Meazzi 666" che passò poi alle successive formazioni. |
Ne furono componenti cinque giovanissimi artigiani (falegnami, fabbro ferrai e muratori): Francesco Cannariato (batteria, chitarra ritmica), Rosario Collura (chitarra ritmico-solista), Giuseppe Rumore (batteria), Salvatore Sinatra (chitarra ritmica, batteria, voce) e Giorgio Siracusa (batteria, voce).
In quegli anni Prizzi era un Comune della Sicilia contadina che ebbe un notevole flusso emigratorio nel nord Italia, nell'Europa industriale, nelle Americhe e in Australia che permise un discreto sviluppo edile che stravolse la fisionomia urbanistica di un paese con le case basse e un'estesa presenza di abitazioni fatiscenti. Ciò incise, fra l'altro, sul tradizionale modo di trascorrere le serate musicali nelle private abitazioni in occasione di feste religiose e laiche: non lo consentivano più le tante nuove abitazioni realizzate con tanti sacrifici.
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Le Belve suonano in una casa privata Da sinistra: Salvatore Sinatra (chitarra), Castrenze Sparacio (voce) |
Non volendo rinunciare a un antico modo di trascorrere i momenti di evasione con il canto, la musica e i balli, in tanti ricorsero all'affitto di locali pubblici: sale di chiese ("Santa Rosalia" e, più raramente, Crocifisso e Madrice); non a fini di lucro, si tenevano serate musicali anche nella sala del Circolo di Cultura "S. Tommaso" e in circoli a carattere ricreativo come la Società Operaia-Agricola (ex circolo dopolavoro) e il Circolo dei Cacciatori.
A questa novità si aggiunse l'altra riguardante il passaggio dalla musica tradizionale a quella con i nuovi strumenti elettrici: batteria, chitarre e tastiera quelli fondamentali. Essendo il loro costo elevato per le piccole tasche dei giovani componenti, accadde che si ricorresse alle abilità e creatività di amici e componenti: fu così che fu costruito artigianalmente un amplificatore dall'elettricista Salvatore Collura, fratello di Rosario, e addirittura una chitarra elettrica da Salvatore Romano.
Il loro repertorio variava dal Liscio al Folk, alla Musica leggera. E le esecuzioni erano "ad orecchio".
I gruppi si esibivano in due diverse tipologie di feste: una a carattere religioso (battesimi cresime, matrimoni), l'altra laica (veglioni di carnevale, serate danzanti). Le prime si tenevano nelle case private o nelle sale pubbliche dove, fra un giro ("passata") di liquori multicolori di rosolio, di biscotti e taralli, il complesso allietava con le loro sue musiche e canti gli invitati del battezzato o del cresimato o degli sposi. Finito di "spenniri" iniziavano i balli che si protraevano fino a notte. Le feste a carattere laico si svolgevano ormai, come si è accennato, nelle sale pubbliche, in ore serali fino a notte inoltrata. Mentre i veglioni di Carnevale organizzati nella sala "Rizzo" erano aperti a tutti, quelli organizzati dai circoli erano riservati ai propri soci. A differenza dei gruppi tradizionali, i nuovi complessi venivano remunerati in qualsiasi tipologia di festa; e parte degli incassi serviva a pagare l'affitto della sede del gruppo, utilizzata sia come deposito di strumenti e amplificazione, sia per le periodiche prove musicali, di solito in prossimità delle feste contrattate.
A questa novità si aggiunse l'altra riguardante il passaggio dalla musica tradizionale a quella con i nuovi strumenti elettrici: batteria, chitarre e tastiera quelli fondamentali. Essendo il loro costo elevato per le piccole tasche dei giovani componenti, accadde che si ricorresse alle abilità e creatività di amici e componenti: fu così che fu costruito artigianalmente un amplificatore dall'elettricista Salvatore Collura, fratello di Rosario, e addirittura una chitarra elettrica da Salvatore Romano.
Il loro repertorio variava dal Liscio al Folk, alla Musica leggera. E le esecuzioni erano "ad orecchio".
I gruppi si esibivano in due diverse tipologie di feste: una a carattere religioso (battesimi cresime, matrimoni), l'altra laica (veglioni di carnevale, serate danzanti). Le prime si tenevano nelle case private o nelle sale pubbliche dove, fra un giro ("passata") di liquori multicolori di rosolio, di biscotti e taralli, il complesso allietava con le loro sue musiche e canti gli invitati del battezzato o del cresimato o degli sposi. Finito di "spenniri" iniziavano i balli che si protraevano fino a notte. Le feste a carattere laico si svolgevano ormai, come si è accennato, nelle sale pubbliche, in ore serali fino a notte inoltrata. Mentre i veglioni di Carnevale organizzati nella sala "Rizzo" erano aperti a tutti, quelli organizzati dai circoli erano riservati ai propri soci. A differenza dei gruppi tradizionali, i nuovi complessi venivano remunerati in qualsiasi tipologia di festa; e parte degli incassi serviva a pagare l'affitto della sede del gruppo, utilizzata sia come deposito di strumenti e amplificazione, sia per le periodiche prove musicali, di solito in prossimità delle feste contrattate.
Le Belve parteciparono intorno al 1967 a un festival di complessi musicali tenutosi a Palazzo Adriano.
Gli eredi de Le Belve negli anni della contestazione
(1969 - 1977)
Quattro anni dopo, dalle mutazioni de Le Belve si configurarono diverse formazioni, che rappresentano la seconda fase del complesso: Hippana 2000 (1970), Tupamaros (1971), La 5a Simbiosi (1973), La Nuova Era (1976).
Cambiavano i nomi delle formazioni ma nel segno di una continuità rappresentata dalla presenza di alcuni componenti e da una relativa permanenza di repertorio e di strumenti musicali (lo si evince anche dalle testimonianze fotografiche).
Questi cambiamenti di nome o sostituzione di componenti era un fenomeno frequente nei gruppi, anche in quelli professionali e affermati a livello nazionale e internazionale: i Camaleonti prima del 1963 si denominavano prima Mods e poi Beatnicks, e successivamente, pur mantenendo quel nome che li rese famosi, cambiarono parecchie volte alcuni componenti (solo due di loro ne hanno rappresentato la continuità storica); e così i Dik Dik, prima Dreamers e poi Squali; i Nomadi, prima Monelli; i Pooh, prima Jaguars; ...
Nel caso de Le Belve ed epigoni questa continuità (dal 1965 al 1980 circa), tranne breve periodi, è rappresentata dal leader storico Rosario Collura.
Nei complessi di questa fase non ci fu mai una defezione di componenti in altri gruppi né ingressi da altri.
Ne furono componenti sedici giovani: sei artigiani (falegnami, fabbro ferrai, muratori, imbianchini), otto studenti delle scuole superiore e due universitari, che furono la novità rispetto a Le Belve: Giuseppe Boccellato (voce, batteria), Luciano Campagna (voce, chitarra ritmica), Francesco Cannariato (batteria, chitarra ritmica), Gino Colletti (batteria), Giorgio Collura (tastiera), Giuseppe Collura (tastiera), Rosario Collura (chitarra ritmico-solista), Pasquale Ferrara (voce), Stefano Giacchino (batteria, voce), Giorgio Lo Bue (chitarra ritmico-solista), Salvatore Mosca (chitarra basso), Salvatore Romano (Chitarra ritmica, voce), Salvatore Sinatra (chitarra ritmica, batteria, voce), Gaetano Torretta (batteria, voce), Pietro Vallone (sax tenore e contralto), Salvatore Vaiana (chitarre ritmico-solista e basso, tastiera, sax tenore).
Nei primi anni Settanta fu aperta la sala "Rizzo" affittata per battesimi, matrimoni, veglioni di Carnevale e serate danzanti; e fu la prima ad avere un discreto spazio per i trattenimenti e il ballo, e persino un palco per il complesso.
Momenti socializzanti (di confronto musicale e sovente di compravendita di strumentazione musicale) fra gruppi musicali a volte erano anche le scuole: accadeva, ad esempio, al Liceo di Lercara Friddi, dove confluivano studenti di tanti paesi dell'hinterland, Alia, Roccapalumba, Vicari, Castronovo, Prizzi, Palazzo Adriano.
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Tupamaros di Prizzi e The Men of Tomorrow di Castronovo Prizzi, 1972 (Foto Blanda) |
Per una contestualizzazione storica e culturale dei gruppi locali dalle origini al 1977 rinviamo a:
La Terza fase del lungo complesso: 1977-1980
Dopo la formazione "La Nuova Era" iniziò la terza fase complessistica, un periodo discendente nel quale i gruppi non ebbero più una denominazione che ne desse un'identità.
Ne furono componenti: Giuseppe Collura (tastiera), Rosario Collura (chitarra ritmico-solista), Giuseppe Ferrara (tastiera, fisarmonica), Pasquale Ferrara (voce, chitarra basso, tastiera), Nicola Guarneri (voce, chitarra ritmica), Giuseppe Mancuso (chitarra ritmico-solista), Carmelo Pollara (batteria), Pasquale Pollara (batteria).
Fu questa una scelta non priva di significato: l'interesse per la musica, come mi confessò Rosario Collura, era ormai solo di natura monetaria; si assopiva quindi quella sua grinta delle origini.
Insomma, finiva l'epoca effervescente dell'età dei complessi e iniziava quella decadente, anche se vi suonarono un fisarmonicista di buon livello come Giuseppe Ferrara e un professionista come il maestro di clarinetto Giuseppe Mancuso.
"Le Belve" nella memoria della comunità
Quel lungo complesso rimase nell'immaginario collettivo locale. Nei decenni successivi, quando la memoria si andava affievolendo, non erano pochi coloro che erroneamente indicavano quei gruppi con lo stesso nome: "Le Belve", entrati ormai nel mito.
Nel 2004 Salvatore Sulli pubblicò sul n. 2 della rivista VICEVERSA un interessante articolo: Ma chi erano mai queste "belve"?
Il 10 agosto del 2018 l'Associazione "Prizzi nel cuore" organizzò, con il patrocinio del Comune di Prizzi, un grandioso evento: "Le belve, il ritorno" (1965-1969), cui parteciparono alcuni gruppi musicali dei paesi limitrofi. Un lungo concerto serale alla memoria di Rosario Collura si svolse in piazza Vittorio Emanuele Orlando che si concluse con la consegna di targhe a tutti coloro che in qualche modo erano legati alla storia de "Le Belve".
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LE MUTAZIONI DEL SERPENTE
Storia fotografica de "Le Belve" ed epigoni
(1965 - 1980)
"Le Belve"
Nello stile imperante dei Beatles (lo si intravede nel taglio
dei capelli del leader Rosario Collura) quattro giovani, Rosario
(Sarino) Collura, Salvatore (Totò) Sinatra, Francesco Cannariato e
Giuseppe Rumore fondarono il primo gruppo o complesso, come allora si
diceva, la cui novità rispetto alle passate formazioni erano gli
strumenti elettrici (chitarre, pianola, microfono, amplificatore).
L'evento, in un paese dell'entroterra di una regione sottosviluppata
economicamente, fu clamoroso. Presto vi si aggiunse Giorgio Siragusa.
Una
caratteristica del gruppo, in particolare del leader Rosario Collura,
fu la ricerca di nuovi strumentisti e voci: quattro di questi, Giuseppe
Boccellato, Pasquale Ferrara, Salvatore Romano e Salvatore Vaiana,
ebbero una presenza più o meno lunga nelle successive formazioni.
Uscirono presto e definitivamente dalla scena musicale Giuseppe Rumore e Giorgio Siragusa, e per
alcuni anni Salvatore Sinatra e Rosario Collura, tutti emigrati nel Nord
Italia e all'estero per motivi di lavoro. Rimase alla batteria Franco
Cannariato e fecero il loro ingresso Salvatore Vaiana e Pasquale
Ferrara.
La chitarra elettrica della seguente terza foto fu interamente costruita da Salvatore Romano, che fece parte degli "Hippana 2000".
La chitarra elettrica della seguente terza foto fu interamente costruita da Salvatore Romano, che fece parte degli "Hippana 2000".
Prizzi, 1965
Prizzi, 1969
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Pasquale Ferrara (voce), Salvatore Vaiana (chitarra ritmico-solista), a sinistra, non visibile, Salvatore Sinatra (batteria e voce) |
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Hippana 2000
Il gruppo prende il nome di Hippana, dal sito archeologico che sorge di fronte a Prizzi: è una
evidente scelta storico-culturale tendente a valorizzare il territorio
prizzese nel clima di una ripresa di interesse archeologico suscitato
dagli studi del prof. Paolo Collura dell'Università di Palermo.
(Ri)entra nel complesso Rosario Collura. Viene introdotto il basso utilizzando, non
senza difficoltà, la chitarra elettrica nelle sue ultime quattro corde
regolate con toni bassi.
Prizzi, 1970
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"Tupamaros"
"Tupamaros"
La prima formazione dei "Tupamaros" risale al 1971. Di essa non rimane alcuna
testimonianza fotografica (esiste un video, introvabile, girato durante
un matrimonio). Trait d'union con le precedenti formazioni rimane Salvatore Vaiana.
Nel gruppo prevale la componente studentesca, che lo politicizza con la
scelta del nome e con un nuovo repertorio musicale legato alla
contestazione giovanile di quegli anni.
FORMAZIONE:
Luciano Campagna
(chitarra ritmica, voce)
Giorgio Collura
(tastiera)
Gaetano Torretta
(batteria, voce)
Salvatore Vaiana
(chitarra basso)
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I nuovi "Tupamaros"
In questa seconda formazione dei "Tupamaros" compare per la prima volta il basso elettrico.
Con l'uscita di scena di Luciano Campagna e Giorgio Collura il gruppo
da un lato ripropone con Rosario Collura brani del repertorio
tradizionale de "Le Belve", dall'altro si arricchisce di nuove melodie
introdotte dalle voci di Stefano Giacchino e Pasquale Ferrara.
Prizzi, 1972
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Da sinistra: Rosario Collura (chitarra ritmico-solista), Gaetano Torretta (batteria, voce), Pasquale Ferrara (voce), Stefano Giacchino (voce, batteria), Salvatore Vaiana (chitarra basso). |
Prizzi, 1972
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Da sinistra: Gaetano Torretta (batteria, voce), Rosario Collura (chitarra ritmico-solista), Salvatore Vaiana (tastiera). |
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La 5a Simbiosi
"La 5a Simbiosi" si forma dopo lo scioglimento dei "Tupamaros", per iniziativa di
Salvatore Vaiana. Il nome è suggerito da Stefano Giacchino. - Per la
prima volta il gruppo fa stampare delle locandine a scopo pubblicitario e
acquista il primo impianto voce, un Davoli. - Con
l'ingresso del sassofonista Pietro Vallone, educato musicalmente in una
famiglia di tradizioni bandistiche, il repertorio del gruppo si
arricchisce dei brani melodici del repertorio di Fausto Papetti e di alcuni gruppi rock italiani e stranieri (Orme, Santana, Creedence...). - Nella terza foto, in basso a sinistra, Castrenze Sparacio, fan affezionato e, con il fratello gemello Pietro, cantante occasionale e animatore delle feste musicali (indimenticabile la sua performance con "Mondo in mi 7" di Adriano Celentano). |
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Villabate, 1974
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Da sinistra: Salvatore Mosca (basso), Salvatore Vaiana (tastiera), Giorgio Lo Bue (chitarra ritmico-solista), Stefano Giacchino (batteria, voce), Pietro Vallone (sax tenore) |
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Prizzi, 1975
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Da sinistra: Salvatore Mosca (basso), Stefano Giacchino (batteria, voce), Giorgio Lo Bue (chitarra ritmico-solista), Salvatore Vaiana (tastiera), Pietro Vallone (sax tenore). |
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La Nuova Era
"La nuova Era" fu una formazione di breve durata e instabile nei suoi componenti.
Il complesso nella formazione iniziale era formato da Salvatore Vaiana, Stefano Giacchino e Pietro Vallone (ex "5a Simbiosi"), da Rosario Collura (rientrato dopo alcuni anni di emigrazione in Germania) e da Giuseppe Collura, fratello di Rosario, e Gino Colletti (entrambi alla prima esperienza complessistica).
Si unirono occasionalmente al gruppo Salvatore Sinatra e Salvatore Romano in una formazione che comprende quattro ex "Le Belve".
Con lo scioglimento de "La Nuova Era" escono definitivamente dalla scena musicale prizzese Salvatore Vaiana e poco
tempo dopo Giorgio Lo Bue, Stefano Giacchino e Pietro Vallone.
Prizzi, 1976
Da sinistra: Gino Colletti (batteria),
Stefano Giacchino (voce, Batteria),
Salvatore Vaiana (chitarra basso, sax tenore),
Pietro Vallone (sax tenore e contratto),
Rosario Collura (chitarra ritmico-solista),
Giuseppe Collura (tastiera)
Prizzi, 1976
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Da sinistra: Salvatore Sinatra (batteria, voce), Pietro Vallone (sax tenore), Salvatore Romano (voce, chitarra ritmica), Rosario Collura (chitarra solista), Salvatore Vaiana (chitarra basso). |
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EPILOGO
Sul finire degli anni settanta si formarono diversi complessi di breve durata e che non si diedero un nome, in cui della vecchia guardia di complessisti troviamo i fratelli Rosario e Giuseppe Collura e Pasquale Ferrara.
Solo agli inizi degli anni Ottanta una nuova formazione si diede un nome:
“Arte 2001”; vi fecero parte lo storico leader de “Le Belve”, il
fratello Giuseppe, Pasquale Pollara,
Giuseppe Ferrara e Giuseppe
Mancuso. Con essa si avviava a conclusione il lungo cammino complessistico iniziato con "Le Belve".
A chiuderlo definitivamente fu determinante la morte del leader de "Le Belve", il caro amico Rosario Collura. Scompariva
così dalla scena musicale il più longevo di quella generazione di complessisti la quale per un trentennio avevano animato, con le sue note
cariche di passione, spirito giovanile e allegria, centinaia di feste
pubbliche e private a Prizzi e in tanti altri paesi della Sicilia.
Prizzi, 1976
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Da sinistra: Stefano Giacchino (voce, batteria), Giorgio Lo bue (chitarra ritmico-solista), Giuseppe Collura (tastiera), un fan |
Prizzi, 1977 circa
Prizzi, 1978-79 circa
Prizzi, 1979-1980 circa
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Da sinistra: Giuseppe Mancuso (chitarra, tastiera, clarinetto), Pasquale Pollara (batteria), Giuseppe Collura (tastiera) |
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Altri gruppi musicali degli anni Sessanta e Settanta, con una storia musicale diversa da Le Belve ed epigoni, furono: lo storico duo Santina & John (gli inseparabili e affiatati fratelli Alongi), il complesso a carattere familiare dei "Marsala" e, per qualche anno, il Cosmo evanescente.
Nel nuovo Millennio sono sorti diversi gruppi espressione di generi musicali legati all'evoluzione musicale e ai gusti delle nuove generazioni.
Tra le band del nuovo Millennio vi sono i Dunakkura e quella non più attiva formata da giovani facenti parte della Banda musicale di Prizzi diretta dal maestro Giuseppe Mancuso.
Tra le band del nuovo Millennio vi sono i Dunakkura e quella non più attiva formata da giovani facenti parte della Banda musicale di Prizzi diretta dal maestro Giuseppe Mancuso.
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Ci si augura che queste testimonianze possano contribuire a conservare la memoria del lungo complesso che si è ritagliato un posto di rilievo nella storia del costume e dei gruppi musicali prizzesi.
Salvatore Vaiana
* Pagina aggiornata il 13 marzo 2025
Splendida carrellata attraverso gli anni musicali prizzesi
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